- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
- La Versione di Eva 2026
La Versione di Eva 2026
Il corpo si fa voce. Una frase scritta sulla pelle, un fondale nero, nessun filtro: e dietro ogni ritratto, una storia.
In mostra dal 4 al 13 marzo 2026 alla Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma – Palazzo Falconieri, con i ritratti sospesi su pannelli trasparenti al centro della sala gialla.
