
Brene Brown dice “La vulnerabilità non è vincere o perdere; è avere il coraggio di mostrarsi quando non si può controllare l’esito.”
Siamo vulnerabili quando esponiamo i nostri sentimenti a qualcuno con il rischio che questi possano essere rifiutati.
Siamo vulnerabili quando parliamo apertamente ai nostri figli, mostrando loro che non sempre siamo invincibili.
Siamo vulnerabili quando condividiamo i nostri segreti e le nostre paure rischiando di non essere capiti, di essere derisi o che sminuiscano ciò che proviamo.
Chi mai considererebbero debole qualcuno così? In tutti questi casi siamo vulnerabili, ma non deboli. Cosa li ha fatti agire il coraggio o la debolezza?
La vulnerabilità è mossa dal coraggio.
La debolezza è mancanza di forza, la vulnerabilità è la forza! La forza di mostrarci autentici, di esporci con il rischio di fallire e di essere feriti.
La vulnerabilità è la fonte di connessione, di creatività e amore. È proprio quando ho capito che la vulnerabilità connette che ho abbassato le difese della rabbia e paura.
Il filo rosso interpreta come ho gettato le mie armi con cui continuamente mi sono difesa per mostrami forte a tutti i costi, reagendo e rispondendo con toni forti. Il filo rosso per me significa stare nei momenti scomodi, stare nella frustrazione, stare quando le cose fanno male, stare con ciò che si prova senza attaccare e chiudersi.
La corda mostra che possiamo creare connessione essendo autentici, essendo aperti e mostrando ciò che sentiamo in quel momento.
E come dice il poeta David Whyte: “La vulnerabilità è la porta d’ingresso a ogni relazione autentica. Senza di essa, non c’è amore né appartenenza.”
